La diatriba tra formalità e informalità risulta essere oggi un’associazione riduttiva per un fenomeno in crescita come l’e-learning. Potremmo  riferirci invece alla tensione originaria dell’uomo a sviluppare un apprendimento mimetico piuttosto che ordinario. Non è forse vero che memorizziamo maggiormente osservando ciò che ci circonda? La prospettiva che ci interessa è dunque la convergenza dei due modelli di apprendimento per incrementare il capitale sociale dell’azienda.

Osservare, replicare e comunicare

“La mente non è un vaso da riempire ma un fuoco da accendere” affermava il filosofo greco Plutarco. Il divario che da sempre si cela dietro l’associazione “formazione diretta o indiretta”, “formale o informale” è proprio questo. Il ritorno in termini di conoscenza efficace è dato, con una percentuale più elevata, da stimoli che spesso non percepiamo nella loro natura originaria. La socializzazione è uno dei primi passaggi di apprendimento dell’umanità. L’evoluzione moderna ha configurato con il tempo una sorta di amministrazione della formazione che, sembra tuttavia, rimanere fine a sé stessa se non esiste appunto “quel fuoco da accendere”. Creare un legame indiretto e non mediato significa ricreare un ambiente colloquiale nel quale poter interagire senza vincoli legati all’ansia da prestazione. Non a caso una delle definizioni semantiche maggiormente accettata dell’ informal learning è proprio rilevata nell’aggregazione di episodi nella memoria che si sviluppano a lungo termine.

Immediatezza e pertinenza

Altri due vantaggi da considerare: immediatezza e pertinenza. La trasmissione del know how nelle aziende che operano nell’ambito dell’informal learning è immediata. Non si tratta solo di considerare il termine nella sua accezione originaria: veloce. La declinazione “non-mediato” fa riflettere su un fattore di cruciale importanza. Non vi sono ruoli predominanti. L’azienda trasforma il proprio organigramma e di conseguenza deve aggiornare i propri processi di formazione in un ottica bottom up. Questo conduce ad un secondo passaggio:  la pertinenza. L’approccio esclusivamente teorico dell’apprendimento formale potrebbe essere in alcuni casi limitante. La flessibilità dell’informal learning è quella di essere multiforme, adattandosi così in modo economico alle particolari esigenze dell’azienda.

Un prezioso capitale sociale

L’evoluzione della conoscenza deve quindi evolvere con il cambiamento sociale ed economico. In un contesto in cui il tempo risulta essere valore portante dell’efficienza aziendale, come ottimizzarlo? In tal caso non si tratta solo di velocizzare l’acquisizione di competenze ma anche di rendere questo processo duraturo. Una lotta contro il tempo? No piuttosto potremmo parlare di un capitale sociale che si sviluppa e  diventa garante per l’azienda di un continuo progresso e stimolo di crescita.